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Le recensioni dei nostri allievi: L'amore bugiardo

05-01-2017

L’AMORE BUGIARDO (GONE GIRL)
(20th Century Fox – USA 2014) REGIA: David Fincher; SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gillian Flynn (adattamento dal suo romanzo – Gone Girl); con Ben Affleck, Rosamund Pike.

Recensione di:
Laura Collesano

 

Noir e thriller psicologico: siamo nel regno di David Fincher. Dopo film come Seven o Zodiac non si hanno difficoltà ad affermare che il regista statunitense sia uno dei più capaci rappresentanti del genere e con L’amore Bugiardo dimostra di essere anche in grado di dare una vera e propria lezione di cinema moderno. Gli aspetti tecnici sono, ed è quasi scontato segnalarlo, pregevolissimi, la regia invisibile si fa notare solo ad una seconda visione. Il romanzo Gone Girl di Gillian Flynn non era di facile adattamento per struttura e complessità dei personaggi e il lavoro di sceneggiatura (ad opera della stessa autrice) sembra aver egregiamente superato la sfida.

 

 

La pellicola ha una partenza classica: un uomo rientra a casa il giorno del suo anniversario di matrimonio e scopre che la moglie è scomparsa, i risultati delle indagini puntano verso un omicidio di cui lui stesso verrà accusato. Sembra essere tutto qui, eppure il film comincia a giocare con il genere, la struttura si dilata, vediamo flashback e verità che si svelano a scatole cinesi una dopo l’altra: una caccia al tesoro preparata anche troppo a regola d’arte, un’amante più giovane, vicine invadenti e una presunta gravidanza. Con un audace colpo di scena a metà (memore di Hitchcock stesso) il film cambia e trascina lo spettatore con sé irreversibilmente. Nella seconda parte della pellicola si assiste a un vero e proprio “duello” tra verità e menzogna, alla messa in scena di un amore malsano, costruito su un castello di bugie che comincia pian piano a crollare. È forse questo il momento in cui il film comincia davvero. Quando le carte sono scoperte, marito e moglie si dichiarano guerra ed è prevedibile ipotizzare che il più sconsiderato e amorale dei due avrà la meglio. Ben Affleck e Rosamund Pike sostengono magistralmente la complessità dei due personaggi e molto ancora sarebbe da aggiungere sulla natura di questo disturbante matrimonio e sugli altri personaggi che lo contornano, rischiando tuttavia di rivelare troppo e di anticipare un finale che invece è tutto da godere. Il ritmo incalzante non può non tenere incollati allo schermo e lascia spazio anche ad un altro tema, sottotesto dell’intero film: l’attenzione mediatica sulla vicenda, la spettacolarizzazione del crimine e del dolore.

VOTO 9/10

 

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