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Tipi di Montaggio: ecco i 6 principalitutti gli articoli

tipi di montaggio

10-07-2018

Il montaggio cinematografico è una delle fasi più importanti di realizzazione di un film, per alcuni il momento in cui si manifesta la vera forza creativa della realtà filmica. Ma quali sono i diversi tipi di montaggio?

Per ricostruire, scena dopo scena, la storia del film così come era stata concepita in fase di sceneggiatura, il montatore dovrà ordinare e scegliere tra le diverse riprese della stessa inquadratura quella più efficace, per poi unire i segmenti scelti tra loro. Ma unire tra loro due inquadrature (raccordo) è qualcosa di più che una semplice operazione tecnica, e l’associazione di due immagini può produrre un senso diverso da quello che ognuna di esse ha presa in sé e per sé.

I diversi tipi di montaggio sono finalizzati alla creazione di significati che devono stimolare e guidare lo spettatore verso una forma di interpretazione della realtà sempre diversa.

Ecco i 6 principali tipi di montaggio:

  1. Il montaggio narrativo

Nel montaggio narrativo il legame tra le singole inquadrature ha come fine la costruzione di un mondo immaginario, una sequenza spazio-temporale di eventi in cui agiscono dei personaggi e permette la completa immersione e immedesimazione dello spettatore nella storia. È il montaggio tipico del découpage classico americano.

  1. Il montaggio alternato

Alterna le inquadrature di due o più eventi che si svolgono contemporaneamente, ma in posti differenti, che talvolta finiscono per convergere nello stesso luogo. Conferisce allo spettatore un sapere maggiore di quello dei personaggi, generando così un particolare significato o un effetto di suspense.

  1. Il montaggio parallelo

Distanziandosi dal montaggio narrativo, vuole produrre significazioni ideologiche, intrecciando due o più motivi che alternativamente si ripetono. Si tratta di situazioni che non hanno rapporti spazio-temporali, ma che sono state scelte per far emergere implicazioni ideologiche e simboliche.

  1. Il montaggio ellittico

Si tratta di un montaggio di contrazione temporale in cui lo stacco funge da ellissi temporale non mostrando determinate azioni ma sintetizzandole e procedendo col racconto. Qui le ellissi temporali devono essere impercettibili agli occhi dello spettatore, nel senso che anche se vengono percepite, non devono diventare elemento di “distaccamento” dalla storia da parte dello spettatore.

  1. Il montaggio connotativo

Mira a costruire un preciso significato attraverso l'associazione di immagini che prese singolarmente avrebbero una valenza differente; mette in pratica l'effetto Kulešov, che dimostra quanto la percezione dello spettatore sia influenzabile dal modo e dall'ordine in cui gli vengono mostrate le immagini sullo schermo. Tra i più grandi registi e teorici del cinema che hanno fatto uso di questa tipologia di montaggio c’è sicuramente Sergej Ėjzenštejn e il suo “Montaggio intellettuale”.

  1. Il montaggio discontinuo

Il montaggio discontinuo rifiuta apertamente il principio della continuità caro al cinema classico, senza addurre motivazioni narrative. Ricorre a scavalcamento di campo, anomalie nell'ordine e nella frequenza con cui vengono mostrati gli eventi, inserti non diegetici e jump cut, una successione di inquadrature di un personaggio (scena) che possono essere troppo simili fra loro dal punto di vista della distanza e dell'angolazione, oppure che mostrano l'attore in posizioni nettamente differenti, esplicitando gli stacchi e, di conseguenza, la finzione filmica.

Queste erano in breve le 6 principali tecniche o tipologie di montaggio. Vuoi imparare a montare un film, un cortometraggio o un video in modo professionale e approfondito?

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