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L’aiuto regista, il termometro del film. Intervista a Giovanni Dentici

28-05-2021

Cosa fa l'aiuto regista? Cristina Borsatti lo ha chiesto a Giovanni Dentici.

L’aiuto regista svolge un ruolo chiave nel corso della realizzazione di un film o di una serie. Si occupa della pianificazione delle riprese e dell’organizzazione del set. È il caporeparto del comparto regia.

Una figura poco conosciuta e allo stesso tempo fondamentale, in quanto braccio operativo del regista, vero e proprio direttore d’orchestra dell’intero set.

Per comprendere appieno chi è e che cosa fa ci siamo rivolti a Giovanni Dentici, già assistente di regia di Marco Bellocchio (Sorelle mai) e aiuto regista di Peter Greenaway (Walking to Paris). Una prestigiosa esperienza alle spalle tra cinema (Red Land di Maximiliano Hernandez Bruno, Cristina di Stefania Sandrelli, per citarne alcuni) e televisione (tra gli altri: Coco Chanel di Christian Duguay, Il Capitano 2 di Vittorio Sindoni), docente di aiuto regia presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith.

Per cominciare, ci spieghi in cosa consiste il tuo lavoro?

Diciamo che un aiuto regista aiuta il regista a mettere in opera il film, occupandosi del coordinamento di tutti i reparti. L’aiuto regista è un generale: il regista è, naturalmente, il re e sa quali obiettivi vuole raggiungere, il suo generale elabora una strategia e cerca di portare a casa il risultato. Durante le riprese, il regista è principalmente impegnato nella direzione degli attori, dunque il suo aiuto deve garantirgli che, nel frattempo, tutto il resto funzioni alla perfezione.

L’aiuto regista entra in scena molto presto, già in fase di preparazione. Di cosa si occupa prima di arrivare sul set?

Dopo il produttore e lo scenografo, è il primo che comincia. Per prima cosa si occupa dello spoglio della sceneggiatura, confrontandosi poi con gli altri reparti. Elabora il piano di lavorazione del film e ha un ruolo centrale anche durante i casting. Di solito, ha ottimi rapporti con le agenzie degli attori, spesso perciò le contatta direttamente. Provina gli attori assieme al regista o lo fa da solo se il regista si fida cecamente di lui.

A proposito di fiducia. Quanto conta nel rapporto tra regista e aiuto regista?

È essenziale. Se si trova il giusto mix, la squadra non cambia. Più in generale, stima e fiducia sono ingredienti importantissimi sul set. Personalmente, non sono per i set litigiosi, dove si deve dimostrare chissà cosa, se ci sono stima e fiducia non si ha mai bisogno di alzare la voce.

Quali sono le qualità che un aiuto regista dovrebbe assolutamente possedere?

Diplomazia e carisma. Ci vuole molta pazienza, perché per certi versi l’aiuto regista è il termometro del set, se è nervoso lui si innervosiscono tutti. Perciò deve avere un buon carattere, essere simpatico, umano. Certo, deve essere anche molto preciso e scrupoloso, furbo e un po’ psicologo…

Cosa intendi?

Eh… deve anticipare i problemi, vedere le cose prima che succedano. Dunque, deve avere anche molta immaginazione.

Di solito come si diventa aiuto regista?

Perlopiù, si inizia dal ruolo di assistente alla regia o dalla produzione. Secondo me è meglio cominciare facendo l’assistente e passo dopo passo scalare il reparto. Io ho iniziato così, facendo il terzo e poi il secondo assistente. L’assistente di regia svolge un ruolo decisivo, è gli occhi e le braccia dell’aiuto regista. Compila l’ordine del giorno e va a parlare con i reparti, quindi ti offre informazioni di prima mano utilissime, per esempio sull’umore degli attori. Se l’aiuto è un generale, gli assistenti sono i suoi tenenti. Quelli bravi ti salvano e ti risolvono i problemi.

Il passaggio successivo è approdare alla regia?

Capita che gli aiuti diventino registi. Il problema è che se sei stato aiuto regista non smetti mai di esserlo, dunque fai fatica a delegare. Sul set, sono registi che riconosci subito.

Se si fa il salto, si può continuare a fare anche gli aiuto registi?

Un tempo era difficile. Oggi meno. Direi che è possibile. Ma il regista non deve percepirti come un altro regista. Deve fidarsi di te e non essere geloso. Capita ai registi più giovani, che ti possono avvertire come qualcuno che gli ruba la scena, ma è il ruolo che lo richiede.

E dopo le riprese che succede?

Il lavoro è formalmente finito. Ma se mancano ancora scene o contributi si lavora fino a chiusura. Io per esempio, ufficiosamente, vado spesso a trovare i registi al montaggio o mi faccio mandare i premontati. Continuiamo ad essere molto utili anche dopo.

Un consiglio a quanti vogliono intraprendere la tua professione…

La professionalità si acquisisce, ciò che conta è l’educazione. Bisogna dare il buon esempio, saper stare sul set, che è a tutti gli effetti il nostro ufficio. Ci vogliono puntualità e precisione. Correttezza, ovviamente.

 

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