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Corso di Regia per il Cinema e la TelevisioneScopri come nasce un cortometraggio all'Accademia Griffith: dal soggetto alle riprese, dalla post-produzione alla distribuzione. Il making of reale di un progetto degli studenti.
Realizzare un cortometraggio è uno dei momenti più formativi e intensi nell'esperienza di uno studente di cinema. È in quel preciso momento che le tecniche apprese in aula si trasformano in pratica concreta, che le teorie sul linguaggio filmico diventano decisioni sul set, che la collaborazione diventa necessità. In questo articolo raccontiamo com'è nata una produzione reale degli studenti di Accademia Griffith: dalla prima idea fino alla proiezione finale. Un viaggio attraverso tutte le fasi di produzione di un cortometraggio, narrato dall'interno.
Il punto di partenza di ogni cortometraggio è sempre un'idea. Per il gruppo di studenti protagonisti di questo making of, l'idea è nata durante il corso di sceneggiatura: una storia semplice, ambientata in un quartiere di Roma, che parla di incontri casuali e scelte improvvise.
Dalla prima intuizione alla sceneggiatura definitiva il passo non è breve. Gli studenti si sono riuniti, hanno discusso le possibili strade narrative, eliminato i personaggi in eccesso, affinato i dialoghi. Ogni scena è stata riscritta almeno tre volte. "La sceneggiatura è l'architrave del film", racconta uno degli studenti. "Abbiamo capito che non si può andare sul set senza avere una storia che funziona sulla carta."
Il risultato è stato una sceneggiatura di 12 pagine, equivalente a circa 12 minuti di film: il formato ideale per un cortometraggio narrativo da presentare ai festival.
La pre-produzione è la fase più sottovalutata dai filmmaker alle prime armi, ma è quella che determina la buona riuscita del film. Gli studenti hanno affrontato questa fase con metodo e rigore, sotto la supervisione dei docenti dell'Accademia.
In questa fase sono stati definiti:
"Abbiamo scoperto che il cinema si fa al tavolo, prima ancora che sul set", ammette la produttrice del gruppo.
Le riprese si sono svolte nell'arco di tre giorni, tra location esterne e un interno ricostruito. La squadra era composta da 12 persone: il regista, la produttrice, il direttore della fotografia, il fonico, il responsabile della scenografia, gli attori e alcuni assistenti.
Sul set ogni decisione è collegata a tutte le altre. La luce condiziona il piano di ripresa, il piano di ripresa determina i movimenti degli attori, i movimenti degli attori influenzano la continuità. Il regista racconta: "Avevamo tutto pianificato, ma il set ti mette sempre davanti a imprevisti. Abbiamo dovuto cambiare una location all'ultimo momento. Quella scena l'abbiamo girata in un cortile diverso da quello previsto, e alla fine è venuta meglio di come l'avevamo immaginata."
La comunicazione tra i reparti si è rivelata la chiave del successo: ogni membro della squadra sapeva esattamente cosa fare e quando. Una lezione fondamentale per chi vuole lavorare professionalmente nel cinema.
Se il set è il cuore del cinema, la sala di montaggio è il suo cervello. Dopo tre giorni di riprese, gli studenti si sono trovati con oltre 4 ore di girato da cui estrarre 12 minuti di film.
Il lavoro di montaggio è durato due settimane. Gli studenti hanno usato Avid per il montaggio e Da Vinci Resolve per la color correction per dare al film un look visivo coerente e riconoscibile. Sono state presedecisioni difficili: tagliare una scena a cui erano affezionati perché non funzionava nel ritmo complessivo, scegliere una ripresa meno perfetta tecnicamente ma più vera emotivamente.
Infine, il sound design: la pulizia delle tracce audio, l'aggiunta di ambienti sonori, la scelta della musica originale composta da un altro studente dell'Accademia.
La Proiezione Finale e la Partecipazione ai Festival
Il cortometraggio è stato visionato per la prima volta da docenti e compagni, poi è stato presentato a dei distributori partner dell’Accademia Griffith, che lo hanno selezionato per distribuirli in festival nazionali e internazionali.
Gli studenti hanno presentato il cortometraggio in oltre 20 festival italiani e internazionali vincendo premi e menzioni d’onore e sono stati intervistati in molti red carpet:
"Non immaginavamo che potesse avere questa risposta. Ci ha dato la conferma che il cinema che volevamo fare aveva un senso." — racconta il regista del gruppo.
Un cortometraggio realizzato durante un percorso di studi non è solo un esercizio formativo: è un'esperienza che insegna cose che nessuna lezione teorica può trasmettere. Tra le lezioni più importanti apprese dal gruppo:
All'Accademia Griffith, realizzare un cortometraggio non è un'opzione: è parte integrante del percorso didattico. Ogni studente ha l'opportunità di vivere in prima persona tutte le fasi della produzione, dall'idea alla distribuzione, con il supporto di docenti professionisti del settore. Perché nel cinema, come nella vita, il modo migliore per imparare è mettere in pratica.