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INTERVISTA A CARLA MECOZZI
INTERVISTA A CARLA MECOZZI

02-03-2017

INTERVISTA A CARLA MECOZZI

di:
Cristina Borsatti

Ha cominciato a lavorare solo due anni fa, appena uscita dall’Accademia di Cinema e Televisione Griffith, e da allora non ha più smesso. Carla Mecozzi è stata sul set di “Ben Hur”, del disneyano “Tini – La nuova vita di Violetta”, di “Sense8”, di “Gomorra”, specializzandosi nel Reparto Video, principalmente nel ruolo di Video Assist.

L’elenco potrebbe continuare. Raccontaci come hai iniziato…

Ho iniziato grazie all’Accademia. Praticamente, il 2 gennaio 2015, la Vicedirettrice dell’Accademia Griffith, Valentina Ramaglia, mi chiama e mi dice che c’è la possibilità di andare a lavorare come stagista sul set del remake di “Ben Hur”. Venticinque giorni dopo, mi sono ritrovata a Cinecittà con altri compagni di scuola, non lo dimenticherò mai, erano le 6 e 45 del mattino. Il produttore italiano del film ci terrorizzò a morte, dicendoci che stavamo per entrare - cito testualmente - in un “tritacarne”, e che dovevamo essere pronti a tutto. E, quel giorno, tutto ebbe inizio. “Ben Hur” è stata un’esperienza importantissima, la prima, la più formativa fra tutte. Sono entrata in un reparto del quale non conoscevo nemmeno l’esistenza, il Reparto Video, e ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose come David Giorgio, Lucilla Mazza e Valeria Bolocci, che mi hanno insegnato il mestiere in modo pratico e professionale, anche perché a quei livelli non si può sbagliare. Ho visto cose che difficilmente rivedrò, parlo di una macchina cinematografica di dimensioni enormi, attrezzature impressionanti e professionisti straordinari. Insomma, niente male come prima esperienza.

E poi che è successo?

E poi è stata tutta una questione di contatti. Dopo “Ben Hur”, le persone con le quali ho lavorato mi hanno portato in Panalight (il noleggio delle macchine da presa), come volontaria, e nel frattempo continuavano a chiamarmi per altri lavori. Quindi, praticamente, non mi sono più fermata.

Tra i ruoli che hai ricoperto, il più frequente è stato quello di Video Assist. In cosa consiste?

Potrei dirti che consiste nel distribuire l’immagine sul set. In pratica, il Video Assist prende il segnale dalle macchine da presa (tramite cavo BNC o trasmettitori wireless) e lo porta dal DIT, ovvero il Digital Imaging Technician, un professionista che si occupa di tutti gli aspetti tecnici legati all’immagine. Inoltre, il Video Assist possiede tutto il materiale registrato, perciò è di aiuto nei momenti in cui occorrono parti di scene girate, e permette di risparmiare tanto tempo sul set.

In molti spot in cui hai lavorato hai invece ricoperto il ruolo di Cable. Di che si tratta?

Sarebbe l’assistente del Video Assist e/o del DIT, si occupa solo dei collegamenti. Si tratta di mestieri estremamente tecnici, ma che ti portano spesso a viaggiare, e a fare esperienze assolutamente stimolanti.

E’ uno degli aspetti che ami di più di queste professioni e del set?

Certamente. Quando ho lavorato a “Ben Hur” non è stato possibile andare a Matera, perché il contratto prevedeva la nostra presenza solo nella fase romana della lavorazione. Però, in seguito, ho viaggiato molto: sono stata sei settimane in Sicilia, due a Madrid, quattro a Napoli, due a Venezia… Viaggiare per lavoro è sempre affascinante e molto stimolante, anche perché si ha l’opportunità di vedere cose che un normale turista non vedrebbe mai. Mi viene in mente quella volta in cui ho visto l’alba dal punto più alto dell’anfiteatro di Taormina, e le luci della Calabria spegnersi al di là del mare. Insomma, viaggiare è uno dei privilegi di questo mestiere, sempre che uno sia propenso a stare a lungo lontano da casa. Un’altra cosa bellissima di queste professioni è il rapporto che si istaura con le persone sul set, soprattutto nei lavori lunghi. La troupe diventa una seconda famiglia, vista la quantità di ore che si trascorrono ogni giorno insieme e l’intensità con le quali si vivono.

Sei freelance, come la maggioranza dei professionisti che lavorano nel cinema e nella televisione. Ogni volta è una nuova sfida. Ti fa paura o appartiene al tuo modo di essere?

Non appartiene assolutamente al mio modo di essere, io tendo alla tranquillità e alla pigrizia, e il fatto di non avere nulla di stabile fa molta paura. Ma sono abituata al cambiamento, quindi vivo abbastanza bene quella paura. Poi, le nuove sfide sono sempre uno stimolo, aiutano a mantenersi sempre svegli e a non perdere il passo, cosa che, soprattutto all’inizio, è fondamentale. Cambiare posto, troupe, progetto in continuazione aiuta a crescere personalmente e professionalmente.

Hai studiato Fotografia e Regia, quali sono le tue aspirazioni per il futuro?

I ruoli che ricopro mi piacciono, mi permettono di vedere e apprendere molte cose, quindi acquisisco con l’esperienza molte conoscenze che mi danno una consapevolezza di insieme. Quello del Direttore della Fotografia è un mestiere che, secondo me, si deve anche avere dentro. Potrei in futuro, però, aspirare alla regia. Mi piacerebbe tantissimo riuscire a raccontare una storia, a far collaborare una troupe di professionisti. Insomma, vorrei avere tra le mani una macchina cinematografica efficiente, per poter mettere in scena una mia visione del mondo tramite un racconto. 


Durante l’Accademia hai costruito rapporti con altri giovani studenti. Hai mantenuto contatti con loro? Con qualcuno hai progetti?

Sì, ho mantenuto dei contatti. Con alcuni ci vediamo sui set, e con altri si continua a sognare di percorrere il red carpet con abito da cocktail.

Anche a te vorrei chiedere, per finire, se reputi utile una formazione accademica prima di avvicinarsi al cinema a livello professionale…

Ci sono molti bravissimi professionisti che non hanno nemmeno la prima superiore, come ci sono bravissimi professionisti che escono da grandi scuole. Tutto sta, secondo me, in ogni caso, nello studio. Lo studio è sempre un bene, ti rende una persona consapevole. Per me è stato importantissimo, e non solo perché l’Accademia Griffith mi ha permesso di muovere i primi passi nel cinema. Il fatto di aver frequentato una scuola di cinema mi permette ogni giorno di capire cosa sto facendo, perché lo sto facendo, per chi lo sto facendo. Quindi sì, reputo una formazione accademica assolutamente utile per una crescita professionale, ma anche per quella personale. 


BIO/FILMOGRAFIA

Laureata presso l’Università degli Studi di Macerata e diplomata in Fotografia e Regia all’Accademia di Cinema e Televisione Griffith, Carla Mecozzi si specializza nel Reparto Video, dopo un’importante esperienza nella troupe del kolossal “Ben Hur”. Lavora nel cinema e nella televisione, come DIT Assistant, Video Assist e Cable. Tra i lungometraggi a cui ha lavorato, “Ben Hur” di Timur Bekmambetov, “Tini – La nuova vita di Violetta” di Martina Stoessel e Jorge Blanco, “Zoolander 2” di Ben Stiller e “L’estate addosso” di Gabriele Muccino. Molte anche le serie, tra cui “Gomorra”, “Sense8” di Lana e Lilly, e “Mozart in the Jungle”. Numerosissimi gli spot, per prestigiosi marchi italiani e internazionali, e per noti programmi televisivi.

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Griffith